AFFRESCHI MEDIEVALI
AFFRESCHI MEDIEVALI
AFFRESCHI MEDIEVALI
AFFRESCHI MEDIEVALI
AFFRESCHI MEDIEVALI

AFFRESCHI MEDIEVALI

Ex Laboratori gentili - V. S. Antonio, V. Mario, Pisa - anno 2009 - 2010

ANALISI VISIVA: durante le lavorazioni di imprese esterne, con l’uso di martello pneumatico, utilizzato per la rimozione degli intonaci, è stato scoperto un ampio ciclo di affreschi medievali databili tra il XIII sec. e il XIV sec. con decorazioni prevalentemente a “vaio”, finte tarsie marmoree e fasce bicrome. Gli affreschi, a causa delle vibrazioni dell’intervento, sono stati compromessi, rendendo la decorazione molto fragile e quasi illeggibile, sia per i residui di intonaci cementizi sia per le porzioni mancanti cedute. Le analisi petrografiche hanno riscontrato presenza dei colori indaco, nero di vite, ocra gialla e terra di Siena, pigmenti tuttora molto pregiati. Durante le lavorazioni di restauro sono state riaperte 4 nicchie, due grandi e due piccole, precedentemente chiuse in epoche passate, pertanto si è proceduto allo smontaggio dei tamponamenti, ritrovando all’interno mattoni decorati (tracce di tarsie marmoree) con la parte decorata ricolta verso l’interno. Le basi delle nicchie risultavano ben definite, facendo proseguire la decorazione a vaio sul paramento murario. Una delle nicchie grandi, a differenza delle altre decorate all’interno, presentava una malta di colore neutro fine e compatta, mentre la malta utilizzata per il tamponamento non era compatibile con i materiali utilizzati nell’epoca dell’esecuzione degli affreschi.

METODOLOGIA DI INTERVENTO: dove la decorazione era mancante, era presente la preparazione di fondo a calce di colore biancastro, pertanto nelle abrasioni dove era evidente il laterizio (mattone in cotto) è stato integrato con una colorazione neutra utilizzando la malta da consolidamento e pigmenti. Le nicchie sono state consolidate con iniezioni di materiali consolidanti idonei; gli affreschi sono stati consolidati, interponendo una velina di carta giapponese di grammatura idonea, bagnando la superficie con acqua demineralizzata e iniettando resine consolidanti all’interno delle porzioni distaccate, tra il laterizio e la pellicola, facendo aderire lo strato originale al supporto, evitando le fuoriuscite di materiale consolidante. Dopo un’attenta stuccatura, creando l’impasto idoneo e conforme all’originale (grassello di calce, polvere di marmo e sabbia di fiume sterilizzata), si è proceduto al ritocco pittorico esclusivamente dove erano presenti abrasioni e mancanza di colore al fine di avere una leggibilità della decorazione come in origine, eseguito con pigmenti naturali e un legante in dispersione acquosa.