V. CRUCIS

V. CRUCIS

Via Crucis, Vicopisano - Pisa - anno 2000

Il Monte Mirra, situato a Vicopisano, percorso da una “Via Crucis”, segnata da 16 edicole, che si svolge su un percorso ripido, che conduce alla cima, dove è presente una chiesetta costruita nel 1724, da cui si domina la piazza principale del paese, intitolata a Domenico Cavalca. Diversi anni dopo (1780 circa), la popolazione vicarese, innalzò sul Monte Mirra una grande croce lignea sentinella di pace e amore. Con il tempo, però, la croce fu in parte distrutta a causa di eventi atmosferici e sostituita nel 1924 con una croce in ferro in vetro, illuminata elettricamente.

ANALISI VISIVA:
“LE 14 STAZIONI DELLA PASSIONE” (EDICOLE DELLA V. CRUCIS): le edicole intonacate presentavano una pellicola pittorica sovrapposta all’originale di colore azzurro. Lo strato originale, al contrario, risultava di colore arancio ad affresco. A causa delle piogge meteoriche, avevano subito in alcuni punti il distacco degli intonaci, presentavano muschi e licheni e avevano subito fratture lungo i giunti, esfoliazioni della pellicola e presenza di umidità costante. LA CROCE: l’illuminazione della croce ha smesso di funzionare nel 1944 per cause di guerra; la croce, composta sul lato frontale, da un telaio in ferro piatto racchiudente i pannelli lesionati di vetro stampato non originale e sul retro una struttura metallica in parte bombata che fungeva da “scatola” per l’impianto elettrico e che illuminava la parte anteriore in vetro; il telaio appariva solamente ossidato in superficie. I vetri non erano originali, ma originariamente, si trattava di vetro cattedrale, detto anche martellato o a “buccia di arancia”. Infatti la croce è stata costruita intorno ai primi del ‘900, dove il vetro cattedrale era largamente diffuso.

IL CANCELLO: il cancello in ferro battuto, nonostante la quasi totale perdita degli strati protettivi pittorici (scarsi residui color arancione e grigio scuro), era in condizioni decisamente migliori, integro con alterazioni color bruno-marrone su tutta la superficie, avendo beneficiato della protezione offerta dalla struttura muraria della cappella posta prima delle Stazioni della Passione venendo della Chiesa.

I GRADONI IN PIETRA SERENA: la Croce poggiava su un gruppo di pietre tondeggianti poste su un basamento quadrato, a quattro scalini molto sconnessi e ricoperti di vegetazione spontanea. I gradoni si presentavano in uno stato di degrado per il cedimento del materiale sottostante provocato in parte da radici di arbusti insediati sotto la base della croce, favorendo attraverso i giunti, infiltrazioni di acque meteoriche e formazioni biologiche di muschi e licheni diffusi.

METODOLOGIA DI INTERVENTO:
GLI INTONACI:
preconsolidato sia l’intonaco sia le pitture, attraverso la fermatura preventiva della superficie pittorica dove la pellicola presentava sollevamenti, è stato consolidato l’intonaco decoeso dall’arriccio e dalla muratura, sollevato in più punti, che tendeva a staccarsi dall’arriccio e dalla muratura di supporto, mediante accurata pulitura delle cavità con l’aspirazione del materiale pulverulento e malta disgregata, umidificazione con iniezioni di acqua demineralizzata, per mezzo di siringhe idonee, successive iniezioni a tergo, di consolidanti costituiti da malte minerali idonee e resine acriliche previa esecuzione di stuccature a scarpa lungo i bordi di rottura. Sono stati rimossi i depositi di polveri atmosferiche e di altri materiali di deposito, mediante spazzolatura a secco e lavaggio di tutte le superfici con spugne naturali e acqua demineralizzata, desalinizzate le zone dove era necessario con l’asportazione di sali solubili che inquinavano l’intonaco originale, mediante applicazione di impacco di pasta cellulosica e acqua demineralizzata interponendo una velina di carta giapponese. Le vecchie stuccature e colature di boiacca di cemento sono state rimosse mediante l’impiego di vibroincisori, vibroscalpelli e bisturi e risarcite le lacune di maggior dimensione con una stesura di malta di calce e sabbia di fiume con caratteristiche morfologiche conformi all’originale. Il restauro pittorico è stato eseguito in base alle analisi stratigrafiche con pigmenti naturali, latte di calce applicati a più riprese, con il necessario intervallo di tempo tra una mano e l’altra al fine di favorire una corretta carbonatazione della pittura. Le parti decorate interne sono state trattate infine con resina acrilica protettiva e pigmenti naturali.

IL FERRO: è stata ripulita dall’ossidazione, poi trattata con antiossidante ed infine verniciata. Nella parte in lamiera che racchiudeva l’impianto elettrico, sono state sostituite le parti danneggiate, ripristinati i due sportelli. L’impianto elettrico è stato rimesso in funzione.

IL VETRO: i pannelli sono stati sostituiti con vetro cattedrale conformi all’originale.

LA PIETRA: l’intervento è stato mirato ad arrestare il progressivo deterioramento evitando interventi traumatizzanti e riposizionando i gradoni nella corretta posizione originale, consolidando la base.