SCR PULVIRENTI RESTAURI
V. S. Martino 17, Pisa – anno 2012
Casa Tizzoni conserva una scultura, frammento di un sarcofago romano del III secolo d.C., forse una musa, che la tradizione popolare ha identificato come la leggendaria eroina pisana Kinzica de' Sismondi, frammento di bassorilievo proveniente da un sarcofago romano del III secolo d.C., raffigurante una matrona romana o una musa. Il volto sarebbe stato rielaborato nel secolo XII e il rilievo gode perciò di una grande popolarità . Le è stata dedicata anche una strada, nel centro storico della città . Kinzica è il personaggio più importante del corteo storico di Pisa, nella Regata delle Antiche Repubbliche Marinare. ANALISI VISIVA: il palazzo (casa torre) è composto da diversi materiali: marmo statuario e pietra verrucana, intonaci, cotto, intonaci finto cotto e cornici delle finestre in pietra serena. Il 30% della facciata risultava intonacata e tinteggiata a calce. La porzione rimanente si alterna con mattoni a faccia vista, intonaco inciso a mattoncini, mensole in marmo e porzioni della vecchia casa torre in pietra verrucana. Inoltre sono presenti elementi in marmo statuario come la Statua della Kinzica e lo Stemma. Gran parte della superficie era ricoperta da polveri atmosferiche ed altri materiali di deposito come elementi biodeteriogeni (muschi e licheni), inquinamento atmosferico e precipitazioni calcaree danneggiando la superficie originale e, in alcune zone, percolature e ristagnamenti di acque meteoriche, ossidazioni metalliche e concrezioni carbonati che, di conseguenza il dilavamento della patina originale. Molte porzioni intonacate, presentavano esfoliazioni di pellicola pittorica e perdita di struttura o di modellato (come il sottogronda), dovute a eventi atmosferici. I marmi, la pietra verrucana e le cornici in cotto lavorate, presentavano numerose ossidazioni di elementi in ferro presenti sulla facciata. Il mal montaggio della gronda e del discendente, durante il trascorso del tempo e le copiose piogge, ha danneggiato e annerito la superficie lapidea creando così la reazione chimica tra metallo e acqua su una superficie carbonatica come la pietra verrucana e il marmo, causando la formazione di muschi, licheni, macchie di ossidazioni di colore bluastro e ingiallimento dei pori della pietra. Nella parte inferiore del Palazzo, erano presenti scritte vandaliche di colore nero. Le porzioni a gettante risultavano completamente ricoperte da escrementi di volatili, quali il cornicione decorato, le mensole in marmo e le mensole in pietra serena che incorniciano le finestre, essendo quindi prive di protezioni per allontanamento dei volatili, hanno avuto la funzione quasi di nido per gli stessi. Il sottogronda, in particolare, risultava privo di alcune tabelle di legno posizionate verticalmente tra i travicelli e il cornicione intonacato che fungevano da tappo, servendo così ai volatili da riparo e da nido. La presenza di questi animali, purtroppo, può portare diverse problematiche come ad esempio le superfici lapidee e dei monumenti degradate a causa dell’acidità del guano o la diffusione di altre specie infestanti (zecche, blatte, topi). Una particolare attenzione va posta quindi nella verifica dello stato di "salute" dei tetti, delle grondaie, delle strutture lignee, delle impermeabilizzazioni in particolare verificando i luoghi di più difficile accesso. METODOLOGIA DI INTERVENTO: gli interventi di restauro sono stati eseguiti seguendo un criterio e metodologie diverse per ciascun materiale. È stata eseguita la disinfestazione dei volatili e la riparazione del sottotetto. Per il marmo sono stati effettuati degli impacchi idonei e per gli intonaci delle desalinizzazioni e de solfatazioni mirate ai punti più critici. La superficie è stata completamente ripulita con acqua demineralizzata con spugne naturali; per consolidamento delle lesioni, delle stuccature e delle microstuccature, sono state impiegate malte specifiche consolidanti prive di sali. Ricostruite le parti mancanti, è stata stesa una patina, conforme all’originale, per unificare il cromatismo della facciata, tinteggiata con calce e pigmenti naturali la porzione degli intonaci, e steso un velo di consolidante su tutte le superfici.
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