CICLO PITTORICO
CICLO PITTORICO

CICLO PITTORICO

via della Faggiola 11, Pisa – anno 1993

ANALISI VISIVA: gli affreschi ritrovati, aventi una cronologia presumibilmente appartenente alla scuola “Adamollo” di fine settecento inizio ottocento, ritraggono figure neoclassiche e scena di vita quotidiana con colori monocromatici, racchiuse in cornici di foglie di acanto color terra di siena, il tutto scandito da finte architetture (cornici, colonne, lesene e timpani) adornate da ghirlande. Sul soffitto, interrotto da travi portanti ricoperti da intonaco affresco, si inseriscono le tele raffiguranti anche esse d figure neoclassiche arricchite da motivi floreali.

LE TELE DEL SOFFITTO: l’intervento di restauro delle tele del soffitto, ha avuto una complessa procedura di pulitura e di consolidamento, determinata dalle lavorazioni eseguite al piano soprastante da parte di imprese esterne, arrecando danni di infiltrazioni e fuoriuscita di detriti sabbiosi; ciò ha prodotto contrazione e dilatazione delle tele, compromettendo l’imprimitura ( e di conseguenza i dipinti), distaccando la pellicola pittorica facendo perdere l’aderenza al supporto. Erano stati eseguiti perciò interventi per arrestare l’infiltrazione e il distaccamento del colore. Si specifica che, prima dell’evento, dai saggi effettuati, il soffitto del salone è stato “salvato” da una probabile demolizione di un “controsoffitto” in quanto definito dalle maestranze presenti in cantiere. Le tele in lino, tessute a telaio di notevole spessore, presentavano avvallamenti per deposito di materiale sul solaio soprastante e lacerazioni nella parte centrale provocate dalla demolizione di un muro in “falso” che divideva il salone.

LE PARETI: le pareti divise dal “falso divisorio”, si presentavano, in un locale e nell’altro, sotto scialbo in parte ricoperte da uno strato colore azzurro a base di tempera, in parte da uno strato rosato e un secondo strato biancastro a base di calce con integrazione a tempera grassa. Lo strato originale era stato eseguito a fresco, ma completamente compromesso a causa delle numerose scalpellature, metodo che veniva usato per far favorire l’adesione di un nuovo strato di intonaco steso successivamente (accaduto per numerosi affreschi divenuti ormai irrecuperabili).


METODOLOGIA DI INTERVENTO:
LE TELE DEL SOFFITTO:
vista la possibilità di accedere, al piano soprastante per ispezionare le tele dal piano superiore, si è provveduto all’intervento di restauro delle tele, applicando una velinatura come protezione preliminare alfine di aspirare i materiali depositati che pesavano su di esse, applicando lastre rigide di supporto per favorire l’accostamento dei lembi lacerati e ricucire, sfilando il filo di lino dai lembi laterali in prossimità dei telai utilizzando un ago da lana; successivamente si è provveduto nel leggero intelaggio con colla animale e antifermentativo. Effettuata una stesura di gesso “mendon” e colla, consolidata la superficie sul retro, è stato rimosso lo scialbo a tempera utilizzando un bisturi e tamponando con cotone e piccole spugne naturali imbevute in una mistura a base di White Spirit. Il lavoro di riparazione e restauro delle tele è stato compiuto in un’incisione e schiodatura di quelle danneggiate, con lo scopo di rimuovere il materiale depositato; in seguito sono state rifissate al telaio, pulite, eliminando le fluorescenze di macchie scure nelle zone danneggiate; è stata ricostruita l’imprimitura con gesso, colla animale e pigmenti purissimi; sono state montate le cornici che rifinivano le tele ed eseguito un corretto ritocco pittorico.

LE PARETI: la pulitura preliminare con impacchi di acqua demineralizzata e spugne naturali alfine di ammorbidire gli strati incoerenti al supporto originale, con lo scopo di distaccarli senza recare danni agli affreschi, ha favorito il consolidamento degli intonaci in distacco effettuato attraverso la fermatura preventiva della superficie pittorica dove la pellicola presentava distacchi e sollevamenti, stendendo in adesione un velo di carta giapponese di grammatura idonea con pennello morbidissimo imbevuto in acqua demineralizzata, necessaria per impedire le cadute di materiale; sono state eseguite dopo iniezioni di prodotto consolidante (composto adesivo con resine acriliche e malte consolidanti), con l’utilizzo di siringhe a tergo, riavvicinando la pellicola pittorica in pericolo, al supporto originale, evitando fuoriuscite del materiale consolidante. La pulitura meccanica è stata effettuata con l’ausilio di spazzolini morbidissimi, bisturi e microscalpelli per rimuovere i residui di scialbo e ridurre in alcune porzioni il livello delle scalpellature che superavano la superficie dell’affresco. Si è proceduto con la stuccatura di ogni scalpellatura, di lacune e tracce di impiantistica, con un impasto di sabbia di fiume, polvere di marmo e grassello di calce tonalizzato da pigmenti naturali alfine di richiamare il cromatismo dell’affresco originale. Dopo un attento riepilogo visivo generale, favorito dal giusto equilibrio del cromatismo, è stato applicato il corretto metodo di ricostruzione pittorica delle parti mancanti con l’uso di pigmenti naturali e grassello di calce.