SCR PULVIRENTI RESTAURI
Cimitero Ebraico - anno 2013
La tomba in oggetto è di Maria Di Vestea Fischmann, si iscrive al 6° anno di medicina a Pisa nel 1892, dopo aver frequentato le università svizzere di Ginevra e di Berna, e si laurea con una tesi in ostetricia nel novembre 1893. È la prima donna laureata in questa facoltà e la terza in assoluto laureata nell’università pisana. Viene dalla comunità ebraica di Odessa, ma mette radici a Pisa sposando l’igienista Alfonso di Vestea, già collaboratore di Pasteur nella ricerca antirabbica e impegnato per tutta la vita a risolvere i problemi della sanità pubblica: a Pisa in particolare dobbiamo alla sua attività il nuovo acquedotto di Filettole, la creazione dell’istituto d’igiene di v. S. Zeno, la realizzazione del sanatorio di Cisanello e del dispensario profilattico antitubercolare di P.za Manin. ANALISI VISIVA: l’intervento prevede il restauro conservativo della tomba in marmo, sita nel cimitero Ebraico di Pisa, valorizzando l’aspetto estetico originale e conservativo, il quale si presentava compromesso. La superficie del marmo era interamente ricoperta da polveri atmosferiche ed altri materiali di deposito come elementi biodeteriogeni (come muschi e licheni), precipitazioni calcaree, concrezioni e inquinamento atmosferico. Il marmo presentava percolature, ossidazioni metalliche e concrezioni carbonati. METODOLOGIA DI INTERVENTO: eseguita la disinfestazione della vegetazione per la bonifica dell’ambiente circostante il manufatto, si è operato alla pulitura della pietra rimuovendo le polveri atmosferiche e altri materiali di deposito attraverso un lavaggio con acqua demineralizzata; per favorire la rimozione dei muschi e dei licheni è stato applicato il prodotto desogen a pennello. Dove è stato necessario sono stati applicati impacchi AB 57 in diluizione: carbonato di ammonio, e.d.t.a., polpa di cellulosa (Arbocel) per la rimozione delle incrostazioni tenaci di calcare, trascorso il tempo di azione, successivo lavaggio con acqua demineralizzata. L’operazione di pulitura è stata eseguita nel massimo rispetto dell’opera e delle patine antiche. Sono state applicate compresse assorbenti per l’estrazione di Sali solubili (sepiolite e polpa di cellulosa in acqua demineralizzata). In seguito, una volta eseguita la stuccatura delle fessurazioni con elastomero florurato, polvere di marmo e inerti, si è proceduto all’operazione di consolidamento per imbibizione con silicato di etile. Infine la superficie è stata trattata con biocida mediante applicazione a pennello e un trattamento protettivo non soggetto a reticolazione e ingiallimento mediante cere microcristalline.
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