SCR PULVIRENTI RESTAURI
V. Corsica 6, Pisa - anno 2012-2014
ANALISI VISIVA: nelle sale 1 e 2, le superfici decorate interessate al recupero degli affreschi si presentano parzialmente rivestite con carta da parati e sotto scialbo erano presenti microfratture e lesioni. Le volte risultavano leggibili in tutte le sale (esclusi il vano cucina e l’ingresso sotto scialbo), presentavano tracce di infiltrazioni di acqua piovana dovute alle condizioni precarie del tetto, causando, in più punti, la formazione di sali cristallizzati ed insorgenza di muffe, provocando su alcune porzioni il distacco e la caduta degli intonaci e il dilavamento degli affreschi. Inoltre erano presenti ridipinture eseguite in passato e interventi di integrazione con materiali cementizi dovute a vecchie lavorazioni di impiantistica. SALA 1: sotto la carta da parati, si delinevano tre strati pittorici: N°1 di colore blu oltremare con decorazioni primi ‘900, N°2 verde smeraldo, N°3 strato di grassello di calce colore bianco, fino al ritrovamento dello strato originario a affresco raffigurante specchiature, cornici, sottofinestra e portale, risalenti al periodo primi ‘800. Il soffitto a volta, raffigurante cariatidi che sorreggevano anfore con ghirlande di frutta e fiori, risalenti al periodo ottocentesco con rosone centrale, presentava ridipinture eseguite in passato, infiltrazioni e lesioni che hanno danneggiato lo strato superficiale dell’affresco. SALA 2: nel salone 2, sotto la carta da parati, si delineava un primo strato di grassello di calce bianca che sovrastava l’affresco (periodo 1800), raffigurante nella parte inferiore una finta boiserie delimitata da maschere ridipinte in periodo posteriore, portali con aquile, sottofinestre con conchiglie e foglie d’acanto. Il soffitto a volta presentava decorazioni settecentesche con cariatidi e ghirlande floreali; negli angoli medaglioni e sui lati e al centro formelle decorate eseguite a foglia oro che presentavano evidenti distacchi e ossidazioni dovute ad infiltrazioni del tetto di acque meteoriche. Da un saggio effettuato su una di queste, risultava la presenza di un ulteriore strato pittorico a affresco. SALONE D’ONORE: il salone centrale del piano nobile, completamente affrescato, è stato attribuito in parte, probabilmente ai fratelli Melani, mentre altri studi lo attribuiscono a Giovan Battista Tempesti e alla sua scuola (nono decennio del XVIII sec.) Zona centrale del soffitto: “Glorificazione di un membro di casa Malaspina†Sovrapporte: “Allegorie delle Arti†(Pittura, Scultura; Architettura e Musica). Pareti: “Paesaggi†Il soffitto è scandito da una serie di fasce in cui si dispiegano motivi classicheggianti (girali fitomorfi, motivi a greca, oculi schiacciati con rappresentazioni di strumenti musicali e nella porzione centrale, rappresentata la Pace che accoglie in gloria un personaggio di casa Malaspina, inginocchiato davanti a lei sotto gli occhi del Garante della Pace (personaggio con caduceo e cornocopia). Il protagonista dell’affresco, un non meglio identificato cavaliere Malaspina, vede la propria immagine riflessa nello scudo della Pace (acutezza tipicamente barocca, tipica di scuola tempestiana) mentre consegna alla stessa la sua spada insanguinata; in primo piano sulla sinistra vi era una figura femminile in atto di bruciare le armi appoggiate sulla balaustra della scena. L’area compresa lungo la linea di imposta delle volte era decorata con finte architetture (cornici, mensole, lesene) adornate da ghirlande di frutta e fiori tipicamente tempestiani. Al di sopra di quattro timpani triangolari dipinti sulle pareti lunghe del salone si sviluppavano le allegorie delle arti (Pittura, Scultura; Architettura e Musica), rappresentate da quattro busti monocromi accompagnati da putti che reggevano i tradizionali attribuiti delle arti. Tra i timpani illustrati erano dislocati due cartigli: il primo è situato tra i busti di Scultura e Pittura, riportando il motto oraziano “AEQUA POTESTAS†e ribadendo il paragone tra le arti; il secondo tra Musica e Architettura recita un verso del Petrarca “LEVAN DI TERRA AL CIEL NOSTRO INTELLETTOâ€. Su i sovrapporta erano dipinti sei paesaggi, inseriti in cornici ottagonali che attestano un gusto per una paesistica non unicamente “rovinistaâ€, bensì aggiornata su di un gusto facilmente incline al protoromantico. Sulle pareti, un tromp d’oeil, una finta architettura scandita da quattro colonne che sorreggevano un immaginario soffitto a cassettoni lignei e poggiante su un apparente pavimento in cotto in prospettiva disegnato con l’intenzione di un’immagine continuativa del pavimento originale. L’apparato pittorico presentava ridipinture eseguite in passato, infiltrazioni e lesioni che hanno danneggiato lo strato superficiale dell’affresco. VANO CUCINA E INGRESSO: nel vano cucina e nell’ingresso sotto lo scialbo, si delineava lo strato originale monocromo eseguito a fresco caratterizzato da una cornice perimetrale ed un rosone centrale. METODOLOGIA DI INTERVENTO: dopo aver rimosso la carta da parati, sono state eseguite le seguenti operazioni: pulitura meccanica degli affreschi sotto scialbo, consolidamenti strutturali localizzati con l’ausilio di protezioni preliminari, iniezioni di resine consolidanti e strutture di sostegno (cristi) per le zone in pericolo di distacco, desalinizzazioni al fine di estrarre i sali solubili che avevano causato la caduta degli intonaci, attraverso impacchi di polpa di cellulosa e acqua demineralizzata, rimozione delle vecchie stuccature, stuccatura di queste ultime con impasti di granulometria idonea conformi all’originale, stuccatura delle lesioni con malte consolidanti e integrazione pittorica per le porzioni mancanti.
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